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Il Philip Kotler Marketing Forum, Milano venerdì 15 maggio 2015


Per gli addetti ai lavori, Kotler è semplicemente sinonimo di marketing, “il Kotler” è il libro dal quale nel corso degli anni accademici si è studiata la materia. Per chi non sapesse di chi stiamo parlando, è sufficiente riprendere le parole dell’American Marketing Association, che l’ha definito “l’esperto di marketing più influente di tutti i tempi”.

Il "Philip Kotler Marketing Forum, che si è tenuto a Milano il 15 maggio scorso, ha visto la presentazione della carta dei valori del Marketing Umanistico di cui si riassumono gli elementi: 


1.Dalla customer alla human satisfaction.                                                                                                                       
Nell’impresa, il marketing e la sua comunicazione devono essere completi, chiari, semplici e onesti, basandosi su di una profonda conoscenza degli stakeholder interni ed esterni, ponendo in prima linea l’”ascolto” delle loro necessità. Questa conoscenza dovrà essere antropologica e quindi psicologica, oltre che socio-economica, per essere finalizzata alla soddisfazione dell’essere umano integrale, nella prospettiva della human satisfaction, evolutiva del modello “consumatore” e della “customer satisfaction”.
2. Necessità emotive, razionali, etiche.                                                                                                                                                      
Per l’impresa e per il suo marketing, é essenziale la conoscenza dell’essere umano-cliente, analizzando e misurando tutte le sue necessità emotive, razionali, etiche che sono nella psiche, e che presiedono e determinano l’opinione e di conseguenza il desiderio di acquisto e di utilizzo di un bene economico, prodotto o servizio che sia. Il marketing sarà così sempre più espressione della vita reale, evitando scollamenti e frammentazioni che possono crearsi quando della persona/cliente si consideri esclusivamente il momento del “consumo” di prodotti e servizi.
3. Il potere del dialogo.  Creare comunità.                                                                                                                                                                                  
Nel processo di marketing e comunicazione, e nel momento stesso in cui un messaggio e un mezzo attirano l’attenzione del cliente-persona, è necessario offrire non solo posizionamento e informazioni, ma anche dialogo, esigenza umana naturale e primaria, da soddisfare con informazioni utili, per far liberamente esprimere il proprio pensiero verso l’impresa e i suoi prodotti, in forme mediatiche il più  possibile aperte all’utilizzo di chi desideri partecipare. Il marketing umanistico considera quindi essenziale il parlare a tutto il pubblico potenziale e attuale interno ed esterno all’impresa, ma con l’intenzione di dialogare con ogni singola persona, per tendere a risolvere le sue necessità. Inoltre il marketing umanistico considera come il comunicare significhi anche “creare comunità e comunione”.  L’impresa che crea comunità e comunica in modo completo, si riconosce quindi come risolutrice di necessità emotive, razionali ed etiche, contemporaneamente presenti nell’essere umano, e tra di loro in sinergia.
4.Multidisciplinarietà e fattore sinergico.                                                                                                                        
L’essere umano integrale é al centro degli obiettivi del marketing umanistico, che pertanto considera essenziali le potenzialità offerte dalle discipline umanistiche, oltre che dalle discipline economiche e di marketing, al fine di ottenere strategie realizzate quale “prodotto” di una effettiva partecipazione multidisciplinare. Ne consegue un fattore sinergico - S - amplificatore dell’efficacia delle singole discipline.
5. Edificio di marketing, comunicazione e sviluppo.                                                                                                                
Il marketing umanistico considera necessaria per l’efficacia ottimale di una strategia di marketing,
la realizzazione, lo sviluppo e l’evoluzione costante di un olistico “edificio di marketing, comunicazione e sviluppo”, con alle fondamenta l’analisi delle necessità emotive-razionali-etiche dei vari stakeholder, con l’analisi e le motivazioni dei possibili gap da colmare tra le necessità e le soluzioni offerte dall’impresa e dai suoi brand, fino alla costruzione della strategia di sviluppo.
Al primo, e al secondo piano dell’edificio, vi saranno i programmi per obiettivi interni ed esterni, e al terzo piano i programmi per gli obiettivi di costruzione e sviluppo della “comunità di marca” quale parte “alta” della piramide di mercato, dalla quale dipende la massima quota di fatturato.


6. Profitto come “premio”.                                                                                                                                                                          
Il marketing umanistico contribuisce all’ottenimento del necessario e fondamentale profitto, da considerare come la logica conseguenza della capacità, per l’impresa e per i suoi brand, di soddisfare le necessità integrali emotive, razionali, etiche dell’essere umano-cliente, che offre così il proprio “premio”, acquistandoli con fedeltà. Obiettivo prioritario del marketing umanistico è dunque da considerare l’offerta di valore ai propri clienti e ai propri stakeholder, ovvero soluzioni concrete e documentabili, materiali e immateriali, che determinano la scelta di un prodotto o di un servizio, considerato come investimento sia economico sia esistenziale, per risolvere le necessità  e migliorare la qualità della vita.
7.Informazione.                                                                                                                                                                                                
Il marketing umanistico dedica grande importanza, oltre alle necessità emotive ed etiche, ai flussi costanti d’informazione razionale utile per gli stakeholder, basata su fatti e notizie documentabili.  Questo non soltanto con l’intenzione di ottenere consenso dai propri pubblici, ma anche di mantenere e sviluppare con essi un dialogo e una relazione stabile e fiduciaria. I flussi informativi verranno adattati ai mezzi interni ed esterni nei tre piani dell’edificio di comunicazione e sviluppo, al fine di ottenere un valore riconosciuto.
8.Etica e responsabilità .                                                                                                                                                                           
                 Il marketing umanistico considera fondamentale il principio di responsabilità etica umana e sociale.     
                 Eviterà quindi di creare strategie che non rispettino, ledano e offendano la dignità dell’essere
                 umano interno ed esterno all’impresa, e in particolare il più condizionabile pubblico dei minori.   
9.  Partecipazione.                                                                                                                                                                                                        Per il marketing umanistico é determinante il rispetto dell’intelligenza  e della “capacità attiva” di ogni singolo essere umano, considerandolo non un’entità da condizionare per un acquisto passivo come “consumatore”, ma come persona da stimolare per una reale e condivisa partecipazione alla missione dell’impresa, e a quanto questa propone per migliorare la qualità della vita.
10.          Il bilancio sociale.                                                                                                                                                                                                     Il Il marketing umanistico si inserisce nella  prospettiva della funzione sociale dell’impresa e del bilancio sociale che l’impresa stessa offre ai propri pubblici. Considerando che le necessità delle persone-clienti sono emozionali, razionali ed etiche, per il marketing umanistico é sempre più determinante calarsi nella realtà dei propri clienti e stakeholder per rispondere a queste loro semplici domande:
  • Questo marketing e questa comunicazione a cosa mi servono ?
  • Come possono migliorare la qualità della mia vita?
  Fonte: Philip Kotler Marketing Forum